Evento passato —  — 

Giardini

Partecipano: Daniel Buren,  Franco Cardini,  Michael Jakob,  Koji Kuwakino,  Stefano Mancuso,  Luciana Repici,  Massimo Venturi Ferriolo,  Elena Volpato, 

Daniel Buren

Franco Cardini

Koji Kuwakino

Luciana Repici

Massimo Venturi Ferriolo

Michael Jakob

Stefano Mancuso

Descrizione

Luoghi di confluenza e di elaborazione di idee, simbolo di una privilegiata condizione umana perduta ma recuperabile.

«God Almighty first planted a garden. And indeed, it is the purest of human pleasures» Francis Bacon, Essays, Of Gardens, incipit.

It En

Programma Venerdì 18 novembre 2016

Studio 2, RSI, Lugano-Besso

Franco Cardini, Il giardino medievale, ovvero la nostalgia del paradiso
Elena Volpato moderatrice.

Interviene l’On. Manuele Bertoli, Consigliere di Stato

Discussione e chiusura.

It En

Programma Sabato 19 novembre 2016

Aula Magna, Università della svizzera italiana, Lugano

Saluti On. Marco Borradori, Sindaco della Città di Lugano.
Elena Volpato moderatrice, storica dell’arte.

Luciana RepiciGiardini filosofici in Grecia Antica e a Roma.

Koji KuwakinoHortus sapientiae: giardini come luoghi della memoria e dell’organizzazione del sapere enciclopedico.

Pausa

Massimo Venturi FerrioloIdentità dell’arte dei giardini.

Pausa

Stefano MancusoLente ma non stupide - una nuova visione delle piante.

Michael JakobIl giardino come opera d’arte.

Pausa

Elena Volpato, storica dell’arte.

Presentazione e dialogo con l’artista Daniel Buren.

Discussione di Elena Volpato e Stefano Mancuso con i relatori.

Partecipazione

L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili: per ragioni organizzative si prega di confermare la propria partecipazione a participate@associazione-nel.ch

Contributi e partners

Con il patrocinio della Città di Lugano: 

In collaborazione con:

  • Museo d’arte della Svizzera italiana
  • AIL

Partners:

  • Pro Museo Associazione degli Amici del Museo Cantonale d’Arte
  • l’Associazione Ticinese di Belle Arti
  • L’Ideatorio dell’Università della Svizzera Italiana
  • Università Svizzera Italiana
  • Fai Swiss
  • Franklin University Switzerland
  • Società Filosofica della Svizzera italiana
  • Chiassoletteraria
  • Società Dante Alighieri
  • Piazzaparola

Come arrivare

In auto
Parcheggi a pagamento disponibili in zona.

In treno
Dalla stazione ferroviaria di Lugano (www.ffs.ch) l’USI è raggiungibile in bus (TPL) o a piedi.

In bus dalla stazione: sul piazzale davanti alla stazione prendere il bus 6 (direzione "Cornaredo") e scendere alla fermata "Università" (circa 6 minuti).

In bus dal centro città: informarsi sul sito dei Trasporti Pubblici del Luganese (TPL).

A piedi dalla stazione circa 20-25 minuti

Daniel Buren

Daniel Buren

Daniel Buren, artista francese formato a Parigi presso l’École nationale supérieure des métiers d’art e l’École des beaux-arts, esordisce con opere di tendenza minimalista. Ha lavorato su una varietà di supporti (tela, carta, plastica, legno, ecc.) o direttamente su pareti, facciate, gradinate, utilizzando strisce colorate alternate al bianco per definire lo spazio. Ha realizzato opere di formato monumentale come Les couleurs: sculptures 1975-77 o Les deux plateaux 1986 (installazione permanente di colonne di altezza diversa nel cortile del Palais Royal a Parigi). Negli anni Novanta le sue installazioni si fanno più complesse: accanto alle strisce impiega pannelli colorati e superfici specchianti che producono effetti trompe-l’oeil Dominant-Dominé, 1991, Centre d’art contemporain, Bordeaux, Transparence de la lumière, 1996, Art Tower, Mito. Interviene inoltre direttamente in spazi urbani, giardini e piazze instaurando particolari rapporti tra interni ed esterni, architettura e paesaggio. Ha partecipato alle più importanti rassegne di arte contemporanea, tra cui la Biennale di Venezia (1986, Leone d’Oro) e nel 2007 è stato insignito del Praemium Imperiale in Giappone, considerato il premio Nobel delle Arti visive. Nel 2012, per l’edizione di Monumenta, ha realizzato l’installazione Excentrique(s), travail in situ trasformando la navata del Grand Palais di Parigi in una sorta di foresta formata da 377 dischi in plastica sospesi su steli d’acciaio.

Franco Cardini

Franco Cardini

Franco Cardini, professore ordinario di storia medievale nelle Università di Firenze e Bari; dal 2004 al 2012 nell’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) e vicedirettore della Scuola Superiore di Scienze Storiche dell’Università di San Marino. Dal 2012 Professore Emerito dell’Istituto di Scienze Umane e Sociali, ora confluito nella Scuola Normale Superiore. Ha insegnato e compiuto ricerche in vari Atenei europei e americani e in alcuni paesi asiatici. Directeur d’Études presso l’École Historique des Études Supérieures en Sciences Sociales e Fellow della Harvard University. Esplora essenzialmente, in vari volumi, i rapporti tra società toscana basso medievale e Terrasanta: pellegrinaggi, crociate, rapporti culturali tra i mondi cristiano e islamico (In Terrasanta, Il Mulino, 2002 e Europa e Islam, Laterza, 2007). In seguito agli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 e alle implicazioni relative alle tesi di un “conflitto di civiltà” in atto, si è occupato con attenzione di alcuni problemi di storia contemporanea, pubblicando alcune monografie, tra cui i libri Astrea e i Titani, Laterza, 2005 e L’Islam è una minaccia. Falso!, Laterza, 2016. Di altro genere, L’avventura di un povero crociato e Il signore della paura, Mondadori, thriller con L. Gori e racconti storico-gastronomici, L’appetito dell’imperatore, Mondadori, 2014, premio Acqui Storia 2015. Collabora ai quotidiani Il Giorno, Avvenire, Il secolo XIX, Il Messaggero, Il Mattino, Il Sole-24 Ore, Il Manifesto, Europa.

Michael Jakob

Michael Jakob

Michael Jakob, cattedratico di Lettere Comparate all’Università di Grenoble, nonché professore di storia e teoria del paesaggio presso HEPIA (Ginevra), al Politecnico di Losanna (EPFL). Fondatore e direttore della rivista internazionale Compar(a)ison e della collana Di monte in monte, Tararà, Verbania. Oltre a numerosi articoli e saggi ha pubblicato sul tema: Paesaggio e letteratura, Olschki, 2005; Paysage et temps, Infolio, Gollion 2007; Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri, 2009; Le jardin et les arts, Infolio, Gollion 2009; Il paesaggio, Il Mulino, 2009; El jardín y la representación, Siruela, 2010; Mirei Shigemori, Shigemori e il nuovo linguaggio del giardino giapponese, Tararà, 2012; The swiss touch in landscape architecture, Tararà, 2013; Sulla panchina, Einaudi, Torino 2014; Cette ville qui nous regarde, b2, 2015. 

Koji Kuwakino

Koji Kuwakino

Koji Kuwakino, laureato in Ingegneria presso la Chiba University con una tesi sulla storia dell’urbanistica rinascimentale in Italia. Ha quindi conseguito un Master in storia dell’architettura occidentale presso la Tokyo University (1999), dedicandosi soprattutto allo studio del rapporto tra il collezionismo enciclopedico e i giardini medicei del Cinquecento. Nel 2007 ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa, sotto la guida della professoressa Lucia Tongiorgi Tomasi (sulla rappresentazione del sapere enciclopedico negli spazi mnemonicamente costruiti della prima età moderna). Attualmente svolge attività di ricerca sulla storia dell’arte e del giardino presso l’Osaka University in Giappone. 

Stefano Mancuso

Stefano Mancuso

Stefano Mancuso, professore all’Università di Firenze e Fellow Professor all’Università di Kitakyushu, è direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale www.linv.org) con sedi in Italia e in Giappone, e della rivista Plant Signaling & Behavior. È il cofondatore della neurobiologia vegetale, disciplina che studia i segnali e la comunicazione nelle piante a tutti livelli di organizzazione biologica, dalla singola molecola alle comunità ecologiche. È accademico ordinario dei Georgofili e accademico Corrispondente dell’accademia delle arti e del disegno di Firenze. Ha scritto numerosi libri su comunicazione e comportamento dei vegetali. La rivista La Repubblica ha inserito il suo nome nella lista dei 20 italiani destinati a cambiarci la vita. È cofondatore di PNAT (www.pnat.net), una start-up che produce innovazione tecnologica ispirandosi al mondo vegetale. Fra i suoi ultimi libri ricordiamo Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale, Giunti, 2013, tradotto in 18 lingue (premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2015; Premio Gambrinus 2015; Wissenschaftbuch des Jahres; 2016 premio austriaco per libro scientifico dell’anno); Uomini che amano le piante, Giunti, 2014 e Biodiversi, scritto con Carlo Petrini, Giunti, 2015. 

Luciana Repici

Luciana Repici, professore di storia della filosofia antica nell’Università di Torino. Oltre che di logica e teoria delle argomentazioni, si occupa di filosofia della natura, con speciale attenzione al problema della teleologia e ai fenomeni psico-fisici nei viventi in Aristotele e nella prima generazione dei suoi allievi. Le sue indagini si estendono in un arco cronologico compreso tra Platone e le filosofie di età ellenistico - romana. Un tema di ricerca particolarmente approfondito è lo studio delle piante nelle sue origini e nei suoi sviluppi aristotelico - peripatetici, fino alle propaggini in epoca medievale e rinascimentale. Tra le sue pubblicazioni, la curatela di Aristotele. Il sonno e i sogni, 2003 e di Teofrasto. Metafisica, 2013 e i volumi La natura e l’anima. Saggi su Stratone di Lampsaco, 1988, Uomini capovolti. Le piante nel pensiero dei greci, Laterza, 2000, Nature silenziose. Le piante nel pensiero ellenistico e romano, Il Mulino, 2015.

Massimo Venturi Ferriolo

Massimo Venturi Ferriolo

Massimo Venturi Ferriolo, filosofo, già professore ordinario di Filosofia Morale ed Estetica, ha lavorato presso le Università Urbino, Milano Statale, Heidelberg, Salerno e Politecnico di Milano. Ha partecipato alle attività didattiche dell’Università Complutense Madrid, dell’Università Autónoma Metropolitana Città del Messico, dell’Istituto Dumbartons Oaks Garden and Landscape Studies della Harvard University, dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales (membre jury dottorato DEA Jardins Paysages Territoires) e dell’École Normale Supérieure Paris, dell’Universitade São Paulo, dell’Università Santa Fe e Cordoba, Argentina. Ha tenuto numerose conferenze e lezioni in varie università, tra cui la Facoltà di Lettere dell’Università Buenos Aires e FAU Santiago del Cile. Ha lavorato presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano (incarico per contratto presso il Laboratorio di Urbanistica del paesaggio). Dal 1994 collabora con la Fondazione Benetton Studi Ricerche; dal 2008 è membro della Giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino e attualmente membro del Comitato scientifico e dal 2014 collabora con la Fondazione IED, Istituto Europeo del Design. 

Elena Volpato

Elena Volpato

Elena Volpato è conservatore e curatore presso la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Ha dato vita nel 1999 alla Videoteca GAM, prima collezione pubblica di video d’artista in Italia. Dal 2009 è conservatore responsabile delle collezioni del contemporaneo del museo. Ha insegnato come docente a contratto in diverse accademie italiane tra cui l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e la NABA di Milano. Ha curato mostre e ha collaborato alla realizzazione di rassegne di video d’artista in numerose istituzioni internazionali come il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia e la Tate Modern di Londra. Ha pubblicato saggi dedicati alla storia del video e a diversi temi di arte contemporanea. Ha collaborato con Saturno, supplemento culturale del Fatto Quotidiano nel 2011 e 2012. È stata membro del comitato scientifico della Fondazione Giulio e Anna Paolini nel 2014 e 2015 seguendone le pubblicazioni e i progetti scientifici. Dal 2016 è membro del Comitato scientifico dell’Archivio Carol Rama. È inoltre curatore delle esposizioni di FLAT – Fiera del Libro d’Arte di Torino. Collabora dal 2013 con l’Associazione Fare arte NEL nostro tempo di Lugano.