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ILLUMINATING

La nuova rassegna di incontri È PER RINASCERE CHE SIAMO NATI - da un verso di una poesia di Pablo Neruda - nasce dal desiderio di riflettere su vari aspetti della rinascita e della rigenerazione con un interesse particolare all’interazione tra esseri viventi e natura.                                    

Il programma prende inizio con gli appuntamenti artistici di ILLUMINATING in spazi pubblici a Lugano, con tre serate all’aria aperta in totale sicurezza

ILLUMINATING
UN PROGETTO DI ARTE CONTEMPORANEA NELLO SPAZIO PUBBLICO

Rassegna di video arte internazionale
a cura di Eva Fabbris con Giovanna Manzotti

22 e 23 agosto 2021 ore 21
Piazzetta San Carlo, Lugano

4 settembre 2021 ore 21
Boschetto, Parco Ciani, Lugano

 

Il progetto si inserisce nella programmazione del LongLake Festival.

 

ILLUMINATING nasce dal desiderio di riflettere sui concetti di rinascita e rigenerazione con un interesse particolare alla dimensione naturale e all’interazione che l’uomo intrattiene con essa. La natura è intesa sia come specchio emotivo ed elemento di conforto e simbiosi, ma anche come sfida e stimolo verso il raggiungimento di nuove vie e ambiti di conoscenza e come “condizione” da indagare e accogliere nelle proprie esperienze di vita vissuta o a venire. Con un titolo che fa riferimento al colore Pantone 2021 e al suo essere portatore di un senso di “fortezza, fermezza e resilienza,” il progetto si struttura in un programma di tre serate di proiezioni all’aperto dove attraverso la selezione di opere video (dai pionieri della videoarte fino alle ultime generazioni di artisti) si delinea un percorso tanto storico quanto tematico attraverso la lente delle moving images.

ILLUMINATING è curato da Eva Fabbris con Giovanna Manzotti.
 

Eva Fabbris è curatrice e storica dell’arte, di base a Milano, dove lavora alla Fondazione Prada come Exhibition Curator.

Giovanna Manzotti è ricercatrice, curatrice ed editor di Mousse Magazine.

 

In caso di pioggia la rassegna si svolge allo Studio Foce, Via Foce 1 a Lugano.

PROGRAMMAZIONE

22 AGOSTO ore 21.00 – PIAZZA SAN CARLO, LUGANO

 

Ore 21.00: Saluti 

Ore 21.10: Intervento di Eva Fabbris: Origini del video. Quadri, schermi e natura si parlano nella città.”

Ore 21.25: Proiezione dell’estratto di un intervento di Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, ha diretto il Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles, è stato direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa ed è presidente del Consiglio Scientifico del Louvre. Dall’Archivio di NEL.

Ore 21.35: Videoproiezioni (durata totale 55 minuti)

Attorno alle ore 22.30: Conclusioni

In caso di pioggia la serata avrà luogo allo Studio Foce, Via Foce 1 a Lugano. Per informazioni participate@associazione-nel.ch

 

I VIDEO

Roman Signer
Punkt, 2006
1’36’’, colore, sonoro
Courtesy: Galerie Martin Janda, Vienna

Il video mostra l’artista seduto davanti a un cavalletto in un campo, con un pennello in bilico sulla superficie della tela. Un ordigno esplosivo sta bruciando alle sue spalle ed emana fumo. Alla sua esplosione, l’artista emette un movimento repentino che inevitabilmente lascia un segno sulla tela. La fotocamera si avvicina e ingrandisce il segno “primordiale” originato da questa azione.

 

Bill Viola
The Reflecting Pool, 1977
7’, colore, sonoro
Courtesy: Electronic Arts Intermix, New York

Incentrato sull’acqua e sul concetto di riflesso, il video a camera fissa inquadra una scena che sembra sospesa nel tempo e confinata alle rifrazioni sull’acqua. L’opera si interroga sul rapporto tra l’individuo e la sua identità, nonché sul mondo naturale attraverso una sorta di “rito battesimale.”

 

Alex Cecchetti 
Sun (One Day Old), 2008
5'22”, colore, sonoro
Courtesy: l’artista

Il video è il montaggio lineare di fotografie 35mm del sole al tramonto, realizzate da diversi fotografi, osservatori e scienziati. Le immagini si riferiscono a tramonti durante i quali il disco del sole subisce quello che è definito un “miraggio superiore” (o “fata morgana”), ossia un’illusione ottica creata da un tunnel di rifrazione luminosa tra strati caldi e freddi dell'atmosfera.

 

Joan Jonas
Mirror Improvisation, 2005
6’36’’, colore, sonoro
Courtesy: l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Uno specchio convesso distorce e riflette l'immagine di due donne in tutù rosa con grandi cappelli di carta verdi. Le due figure si muovono su un campo inclinato vicino a un bosco mentre organizzano e riorganizzano degli oggetti. La costruzione di una struttura davanti al punto di vista fisso della telecamera vede una successione di cavalletti grigi, bandiere di carta, martelli rotondi e quadrati, spade di legno e cerchi di metallo in un gioco accelerato e rallentato.

 

Pipilotti Rist
Want to See How You See (or a portrait of Cornelia Providoli), 2003
5’, colore, sonoro
© Pipilotti Rist. Courtesy: l’artista, Hauser & Wirth, Zurigo, Londra, New York, Somerset, Los Angeles, Hong Kong, Gstaad, St. Moritz, Monaco, Minorca e Luhring Augustine, New York

Esplorando il macrocosmo dell’umanità, il video è un esempio del connubio tra arte e musica tipico dell’artista. Un racconto lirico di un raduno di streghe si sovrappone a immagini di una figura umana dove ogni parte del corpo rappresenta simbolicamente un’area del mondo.

 

Jala Wahid
I am a Charm, 2015
5’, colore, sonoro
Courtesy: l’artista

Sulla base del brano Selena Gomez The Heart Wants What It Wants, una porzione di fetta di pomelo evoca uno stato di fragilità e rinascita, accompagnato da immagini seducenti di elementi liquidi e sabbia che brilla al sole. Il video si interroga sul potenziale affettivo che i materiali possono investire. Attraverso il linguaggio, la musica e l’atto di mitizzare, vengono esplorati i confini tra voce, corpo e materiale.

 

Jieun Lim
Dear and Dearest chapter II, 2020
5’48’’, colore, sonoro
Courtesy: l’artista e ERMES ERMES, Vienna / Roma

Le opere di Jieun Lim esplorano l’intimità, le relazioni e i tumulti personali. L’opera Dear and Dearest prende la forma di una serie che condivide diversi fattori ambientali e si sostiene a vicenda, come una comunità. Nel secondo capitolo, qui proiettato, l’artista mormora “da dove è iniziato questo prurito nel corpo e negli angoli della mente”, mentre vaga per il cratere del Vesuvio ancora caldo.

 

Adrien Missika
Darvaza, 2011
8’23’’, colore, sonoro
Courtesy: l’artista. Collezione NMNM. Donazione dell’Associazione degli Amici del Nouveau Musée National de Monaco, Montecarlo

Il film si ispira alla spedizione che l’artista ha fatto nel 2011 attraverso il deserto del Karakum in Turkmenistan, nell’Asia centrale. Il lavoro svela la magia e la bellezza di un cratere accidentale, un buco di circa cinquanta metri di diametro chiamato “la porta dell’inferno", dal quale fuoriesce gas in continua espansione dal 1971.

 

William Kentridge
Waiting for the Sibyl, 2020
9’59’’, colore, sonoro
Courtesy: Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli 

Il video si presenta come un libro animato da una sequenza di disegni a inchiostro o carboncino in cui una Sibilla contemporanea è immaginata come una danzatrice africana che si muove accompagnata dalle composizioni vocali di Nhlanhla Mahlangu. Sullo sfondo, pagine di libri dove l’inchiostro tratteggia alberi con rami e foglie nere che si scompaginano, riportando profezie in cui un algoritmo implacabile indica l’esito del nostro destino.

 

23 AGOSTO, ore 21.00 – PIAZZA SAN CARLO, LUGANO

 

Ore 21.00: Eva Fabbris e Giovanna Manzotti presentano il programma 

Ore 21.20: Proiezione dell’estratto di un intervento di Telmo Pievani, ordinario di Filosofia delle scienze biologiche e Bioetica all'Università degli Studi di Padova, dall’Archivio di NEL

Ore 21.30: inizio proiezione (durata 55'30'')

Attorno alle ore 22.30: Conclusioni

In caso di pioggia la serata avrà luogo allo Studio Foce, Via Foce 1 a Lugano. Per iscrizioni e informazioni participate@associazione-nel.ch

 

Pauline Julier
Naturales Historiae, 2019
55’30’’, colore, sonoro
Courtesy: l’artistaNaturales Historiae, che conta sulla partecipazione di figure come il sociologo Bruno Latour, l’antropologo Philippe Descola e il paleo-biologo Jun Wang, è un progetto frutto di un’ambiziosa ricerca nella storia della natura. Guidata da un approccio enciclopedico all'argomento, l'artista tesse una moltitudine di storie naturali girate tra la Cina, la Francia e l’Italia che mettono in discussione i modi stessi di pensare e rappresentare la natura. Ogni storia esplora una situazione in cui l’umanità è contrapposta alla natura, svelando ossessioni e certezze che appartengono a tutti noi.

Pauline Julier si trovava in Qatar quando nel 2010 il vulcano Eyjafjöll, distante migliaia di chilometri, eruttò in Islanda. Il traffico aereo dell’intera Europa rimase bloccato per giorni. Nell'albergo in cui si trovava, in attesa del ritorno, incontrò altri ospiti con cui iniziò a confrontarsi sull'esperienza che stava vivendo. Un uomo italiano, un professore francese e un paleobotanico cinese diventarono i primi compagni di un viaggio nella storia della natura e delle sue rappresentazioni. Attraverso la storia, l’arte e la letteratura è possibile attraversare la complessa cosmogonia di immagini con cui l’uomo ha tentato di spiegare i processi naturali, i fenomeni climatici, le eruzioni vulcaniche. Da un mondo antico in cui i fenomeni naturali dominanti erano generatori di miti alla contemporaneità dell’Antropocene e dell’apparente supremazia umana sulla terra, l’artista esplora i fenomeni naturali come assenza, complessità impossibile da decifrare, sfidando la nozione canonica di natura e di umanità.

4 SETTEMBRE ore 20.30 – BOSCHETTO CIANI, LUGANO


Ore 21: Presentazione del programma video della serata: Giovanna Manzotti  

Ore 21.15: Estratto di conferenza di Stefano Mancuso “Futuro vegetale - le piante hanno già inventato il nostro futuro” dall’Archivio di NEL

Ore 21.30: Videoproiezioni (durata totale 53 minuti)

Attorno alle ore 23.30: Conclusioni

In caso di pioggia la serata avrà luogo allo Studio Foce, Via Foce 1 a Lugano. Per prenotazioni e informazioni participate@associazione-nel.ch

 

I VIDEO

Kiluanji Kia Henda

Concrete Affection - Zopo Lady, 2014
12’30’’, colore, sonoro
Courtesy: Galleria Fonti, Napoli

Il video prende spunto dal libro del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuscinski dal titolo Another Day of Life (1976) che documenta gli ultimi giorni del dominio coloniale portoghese nel 1975 e testimonia un momento di grandi disordini e cambiamenti vissuti anche nel “corpo” della città di Luanda e del paese. Da questo libro, Henda recupera la descrizione dell’esodo dei tanti portoghesi che lasciano il paese. A queste partenze corrisponde l’arrivo a Luanda di migliaia di angolani costretti per necessità a spostarsi da aree periferiche e rurali verso la capitale. Il video riprende questo passaggio delicato e doloroso della storia di Luanda e di tutta l’Angola.
 

Giorgio Andreotta Calò
Volver, 2008
3'43'', colore, sonoro
Courtesy: l’artista e ZERO…, Milano

Il video mostra una barca che originariamente era utilizzata dall’artista per percorrere la laguna di Venezia mentre compie un “volo ideale” nel cielo di Milano, sopra i tetti del quartiere di Lambrate. Alla guida dell’imbarcazione, sospesa mediante una gru, l’artista intraprende un viaggio circolare, trasformandone metaforicamente la funzione.

 

Uri Aran
Untitled (I Love You), 2012
4’29’’, colore, sonoro
Courtesy: l’artista e Andrew Kreps Gallery, New York

Il video cattura una scena in cui l’artista fruga in una scatola piena di animali giocattolo. Mentre seleziona il primo dalla scatola, una statuetta di squalo balena viene presentata alla telecamera e osservata da tutte le angolazioni. L'artista accarezza amorevolmente il giocattolo e, dopo un'attenta valutazione visiva, gli dichiara enfaticamente e teneramente "I love you". Questo esercizio assurdo viene ripetuto più volte con animaletti acquatici diversi e narra un desiderio di relazione empatica con una versione culturalizzata del mondo animale.

 

Vanessa Safavi
Velvet, 2019
12’25’’, colore, sonoro
Courtesy: l’artista, ChertLüdde, Berlino e The Breeder, Atene

Il video offre un’immersione all’interno di una piccola azienda indiana specializzata nella produzione di guanti in lattice. Corpi fisici e simbolici si incontrano nello spazio dell’industria, interrogando in maniera poetica l’identità del corpo contemporaneo e la sua fedeltà nell’ottimizzazione verso l’avanzamento tecnologico.

 

Mathilde Rosier
Le Massacre du Printemps, 2020
18'10", colore, sonoro
Courtesy: l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

L’opera è una reinterpretazione de Le sacre du printemps, balletto su musiche di Igor Stravinsky, creato da Vaslav Nijinsky per i Balletti Russi nel 1913. In essa l’artista si interroga sull’intrinseco rapporto tra l’essere umano e l’ambiente, connettendo l’atto arcaico dell’adorazione della terra a quello del suo successivo sfruttamento. I danzatori disegnano coreografie aeree sullo sfondo di tre diversi luoghi del territorio campano—le serre dell’area vesuviana, il porto della città di Napoli e l’ex sito industriale della piana di Bagnoli—e da contadini si trasformano in spighe di grano, per sottolineare l’inestricabile legame tra il destino dell’umanità e quello di tutta la natura.

 

Roman Signer
Punkt, 2006
1’36’’, colore, sonoro
Courtesy: Galerie Martin Janda, Vienna

Il video mostra l’artista seduto davanti a un cavalletto in un campo, con un pennello in bilico sulla superficie della tela. Un ordigno esplosivo sta bruciando alle sue spalle ed emana fumo. Alla sua esplosione, l’artista emette un movimento repentino che inevitabilmente lascia un segno sulla tela. La fotocamera si avvicina e ingrandisce il segno “primordiale” originato da questa azione.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

 

ARTISTI SCREENING 22 AGOSTO – PIAZZETTA SAN CARLO, LUGANO

 

Roman Signer (1938, Appenzel) vive e lavora a St. Gallen. Dai primi anni Settanta, incentra la propria ricerca su un nuovo concetto di scultura legato alla processualità, alla trasformazione e al movimento. Signer crea "esperimenti", azioni e installazioni cinetiche, utilizzando sia oggetti quotidiani, sia materiali e forze naturali come aria, acqua, sabbia e fuoco, oltre a vere e proprie esplosioni. Tra le personali degli ultimi anni: Camden Arts Centre, Londra; OK Centrum für Gegenwartskunst, Linz; Ludwig Forum, Aachen; Aargauer Kunsthaus, Aarau; The Fruitmarket Gallery, Edinburgo; Hamburger Bahnhof, Berlino; Bonnefantenmuseum, Maastricht; Helmhaus Zürich; Kunsthaus, Zug; Swiss Institute, New York; Sprengel Museum, Hannover; Sala de Arte Publico Siqueiros, Mexico City; Hangar à Bananes, Nantes

 

Bill Viola (1951, New York) vive e lavora a Long Beach, California. Fondatore della video-arte, il suo lavoro indaga le idee alla base delle esperienze umane come la nascita, la morte, gli aspetti della coscienza e lo scorrere del tempo. L’artista considera i fenomeni di percezione sensoriale come un percorso verso la consapevolezza del sé. Il suo lavoro è stato mostrato in festival, rassegne e musei internazionali tra cui: Kolnischer Kunstverein, Colonia; Documenta VI, Kassel; Stedelijk Museum, Amsterdam; Whitney Museum of American Art, New York; Guggenheim Museum, New York; The Institute of Contemporary Art, Boston; Carnegie Museum of Art, Pittsburgh; Biennale di Venezia; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Zachęta National Gallery of Art, Varsavia; ARoS Aarhus Kunstmuseum, Aarhus; Moderna Museet, Stoccolma; J. Paul Getty Museum, Los Angeles.

 

Alex Cecchetti (1977, Terni) vive e lavora a Parigi. Definendo la sua pratica artistica come “arte dell’evasione”, il suo lavoro si focalizza sulla costruzione di narrazioni immaginifiche che vengono vissute mentalmente e fisicamente dallo spettatore. Tra le principali mostre personali: Network Aalst (con Laure Prouvost), Aalst; Ferme du Buisson, Noisiel; Spike Island, Bristol; CCA Ujazdowski, Varsavia; École de Beaux Arts, Parigi; CAC, Vilnius. I suoi progetti sono stati presentati a livello internazionale in musei tra cui: La Triennale di Milano; Centre Pompidou, Parigi; Jeu de Paume, Parigi; Palais de Tokyo, Parigi; Serpentine Galleries, Londra; MAXXI, Roma; Serralves, Porto; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino.

 

Joan Jonas (1936, New York) vive e lavora a New York. È considerata una pioniera della performance e dell’uso del video nell’arte contemporanea. Fin dagli anni Sessanta pone al centro del suo lavoro la soggettività femminile utilizzando un complesso repertorio linguistico che comprende il gesto, il racconto e le immagini in movimento. Ha esposto a livello internazionale in musei tra cui: Dia Art Foundation, Beacon, New York; Pinacoteca de São Paulo; Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid; Serralves Museum of Contemporary Art, Porto; Tate Modern, Londra; NTU Centre for Contemporary Art Singapore; Pirelli HangarBicocca, Milano; Contemporary Arts Museum Houston. Nel 2015 ha rappresentato il gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.

 

Pipilotti Rist (1962, Grabs) vive e lavora a Zurigo e Sommerset. Le sue opere video e le complesse installazioni multimediali includono elementi di performance, poesia, musica e scultura, mirando a coinvolgere i visitatori in un’esperienza totale. Il suo lavoro è stato esposto nei più importanti musei al mondo tra cui: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk; Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo; MFA Museum of Fine Arts Houston; Kunsthalle Mannheim; Hayward Gallery, Londra; Museum of Modern Art, New York; Centre Georges Pompidou, Parigi; Museo Nacional de Arte Reina Sofia, Madrid. Il suo lavoro è stato esposto in circuiti di Biennali internazionali come Venezia, Sydney, Istanbul, Mosca, Shanghai e Berlino. Rist è vincitrice di numerosi premi tra cui Premio Joan Miró (2009); Harper’s Bazaar China Art Prize (2012); Zurich Festival Prize (2013) e Prix Meret Oppenheim (2014).

 

Jala Wahid (1988, Londra) vive e lavora a Londra. Le sue sculture, installazioni e video evocano emozioni e trasformazioni che tengono in considerazione le molteplici forme che i corpi emarginati e dispersi possono assumere nello spazio. Il suo lavoro è influenzato emotivamente e sensorialmente dalla sua esperienza personale e dal contesto della politica del Kurdistan, paese di origine della sua famiglia. Tra le mostre recenti: E.A. Shared Space, Tbilisi; Sophie Tappeiner, Vienna; SculptureCenter, New York; Nottingham Contemporary; Rupert, Vilnius; Seventeen Gallery, Londra; The Sunday Painter, Londra; Serpentine Park Nights, Londra. È co-fondatrice di SALT. Magazine.

 

Jieun Lim (1983, Corea del Sud) vive e lavora a Düsseldorf. Tra le sue mostre più recenti: Ermes Ermes (with LC Queisser), Vienna; Kunstakademie, Düsseldorf; Akademie-Galerie - Die Neue Sammlung, Düsseldorf. Jieun Lim ha partecipato alla Biennale di Bangkok del 2017.

 

Adrien Missika (1981, Parigi) vive e lavora a Berlino. Attraverso diversi mezzi espressivi, tra cui disegno, fotografia, video e scultura fino a installazioni immersive, l’artista racconta la sua esperienza di luoghi lontani in angoli remoti del mondo. Ha esposto in numerosi musei tra cui: Palais de Tokyo, Parigi; CAC Centre d'Art Contemporain, Ginevra; Kunsthaus Glarus; Centre Culturel Suisse, Parigi; Belvedere 21, Vienna; Fotomuseum Winterthur; Centre Pompidou, Paris; Nouveau Musée National de Monaco. È vincitore del Swiss Art Award (2009); Foundation Ricard Prize (2011); Kiefer Hablitzel Prize (2011); Georg e Josi Guggenheim Foundation Prize (2013).

 

William Kentridge (1955, Johannesburg) vive e lavora a Johannesburg La sua ricerca artistica combina disegno, scrittura, film, performance, musica, teatro e pratiche collaborative per creare opere d'arte che hanno fondamenta nella politica, nella scienza, nella letteratura e nella storia, pur mantenendo uno spazio di contraddizione e incertezza.
Le sue opere sono state protagoniste della scena internazionale per la prima volta nel 1997, quando ha partecipato a Documenta X a Kassel. Da allora il suo lavoro è stato visto in musei e gallerie di tutto il mondo, tra cui Museum of Modern Art, New York; Albertina Museum, Vienna; Musée du Louvre, Parigi, Whitechapel Gallery, Londra; Louisiana Museum, Copenhagen; Reina Sofia; Madrid; Kunstmuseum, Basilea.

 

ARTISTA SCREENING 23 AGOSTO – PIAZZETTA SAN CARLO, LUGANO

 

Pauline Julier (1981, Ginevra) vive e lavora a Ginevra. Ha studiato presso l’École Nationale Supérieure de la Photographie d’Arles e ha conseguito il MA SPEAP, Programme d’Expérimentation en Arts et Politique a Parigi. I suoi film e installazioni sono state presentati in festival cinematografici e musei d’arte contemporanea in tutto il mondo tra cui Centre Pompidou, Parigi; Loop Festival, Barcellona, Visions du Réel, Nyon; Cinémathèque, Toronto; ZKM, Karlsruhe; Museum of Modern Art, Tanzania; Pera Museum, Istanbul; Tokyo Wonder Site; CAC Centre d'Art Contemporain, Ginevra; Biennale di Arte, Cile; Palazzo Grassi, Venezia. Nel 2010 ha ricevuto il Swiss Federal Art Award e nel 2017 il Centre Culturel Suisse a Parigi le ha dedicato una mostra personale. Il suo film Naturales Historiae (2019) è stato presentato in anteprima a Vision du Réel, Nyon e in piattaforme di sperimentazione per le immagini in movimento come Vdrome. Nel 2020 è stata in residenza all’Istituto Svizzero a Roma. Julier è finalista del Swiss Art Award.

 

ARTISTI SCREENING 4 SETTEMBRE – BOSCHETTO CIANI PARCO CIANI, LUGANO

 

Kiluanji Kia Henda (1979, Luanda) vive e lavora a Lisbona e in Angola. Ispirato dal fotogiornalismo sull’apartheid in Sudafrica e dalla guerra civile in Angola, Henda ne reinterpreta i contenuti attraverso un lavoro multimediale che introduce una sua visione riguardo all’identità, alla politica e alla modernità e inglobando, nelle sue creazioni più recenti, uno sguardo sul tessuto urbano e su elementi architettonici. Il suo lavoro è stato esposto alla Yinchuan Biennale; Busan Biennale; Gwangju Biennale; Bonniers Konsthall, Stoccolma; National Museum, Nairobi; Tate Gallery, Liverpool; Blank Projects, Cape Town; Gunggenheim Museum, Bilbao. Nel 2012 ha ricevuto il National Award for Culture and Arts.

 

Giorgio Andreotta Calò (1979, Venezia) vive e lavora tra Venezia ed Amsterdam. La sua ricerca gravita intorno alla dimensione dell’attraversamento, intesa come un percorso di avvicinamento all’opera, che si sviluppa mediante un processo di prelievo di frammenti dalla realtà e di riappropriazione del paesaggio e della sua storia. Il suo lavoro è stato esposto presso Pirelli HangarBicocca, Milano; Oude Kerk, Amsterdam; Depart Foundation, Los Angeles; Institut Culturel Italien, Parigi; SMART Project Space, Amsterdam; Galleria Civica, Trento; 16th Quadriennale d'Arte, Roma; Castello di Rivoli, Torino, tra le altre. Nel 2017 ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia nel Padiglione a cura di Cecilia Alemani, curatrice della prossima edizione della Biennale.

 

Uri Aran (1977, Gerusalemme) vive e lavora a New York. Le sue sculture, installazioni e video sono composti da oggetti familiari e di uso quotidiano. L’artista li intende come elementi soggetti a un processo di organizzazione e riorganizzazione costante, creando presentazioni e composizioni legate da fili narrativi. Tra le ultime mostre: Gavin Brown’s enterprise, New York; Sadie Coles HQ, Londra; Tel Aviv Museum of Art; Kölnischer Kunstverein, Cologne; South London Gallery, Londra; Kunsthalle Zürich; The High Line, New York.

 

Mathilde Rosier (1973, Parigi) vive e lavora in Borgogna. Il suo lavoro nasce dall’interesse verso l’esperienza fisica e psicologica di antichi riti e rituali. La sua ricerca spesso incarna parti di narrazioni dove rappresentazioni mistiche di animali e natura sembrano oggetti di scena e protagonisti solitari di una realtà da scoprire. Tra le mostre recenti MASP, San Paolo; MADRE, Napoli; Fondazione Razem Pamoja, Varsavia; The Breeder, Atene; Galleria Raffaella Cortese, Milano; Kadel Willborn, Düsseldorf; Dortmunder Kunstverein, Dortmund; Camden Arts Centre, Londra;

 

Vanessa Safavi (1980, Losanna) vive e lavora tra Berlino e la Svizzera. Il suo lavoro spazia tra produzione scultorea, filmica e fotografica, sempre con un’attenzione rivolta all’indagine e allo studio dei materiali, con una predominanza di tutti i tipi di gomme, rivisitando la lunga tradizione delle pratiche post-minimaliste e l’eredità della soft-sculpture. Nel 2013 ha ricevuto il premio Luci d’Artista, Torino e nel 2012 Illy Prize, Artissima, Torino. Tra le principali mostre: Fri Art Kunsthalle, Friburgo; ACUD, Berlino; Kunstverein Grafschaft, Bentheim; Kunsthalle São Paulo; Centre Culturel Suisse, Parigi; Kunsthaus Glarus.

 

Roman Signer (1938, Appenzel) vive e lavora a St. Gallen. Dai primi anni Settanta, incentra la propria ricerca su un nuovo concetto di scultura legato alla processualità, alla trasformazione e al movimento. Signer crea "esperimenti", azioni e installazioni cinetiche, utilizzando sia oggetti quotidiani, sia materiali e forze naturali come aria, acqua, sabbia e fuoco, oltre a vere e proprie esplosioni. Per la documentazione si affida a film, video e fotografie. Tra le personali degli ultimi anni: Camden Arts Centre, Londra; OK Centrum für Gegenwartskunst, Linz; Ludwig Forum, Aachen; Aargauer Kunsthaus, Aarau; The Fruitmarket Gallery, Edinburgo; Hamburger Bahnhof, Berlino; Bonnefantenmuseum, Maastricht; Helmhaus Zürich; Kunsthaus, Zug; Swiss Institute, New York; Sprengel Museum, Hannover; Sala de Arte Publico Siqueiros, Mexico City; Hangar à Bananes, Nantes.

CONCEZIONE, CONSULENTI E COLLABORATORI

 

Cristina Bettelini, presidente dell’Associazione, dott. in psicologia

Eva Fabbris, storica dell’arte, Exhibition Curator alla Fondazione Prada a Milano

Giovanna Manzotti, ricercatrice, curatrice e editor di Mousse Magazine

Giovanni Pellegri, dottore in neurobiologia responsabile de L’ideatorio, servizio dell’USI che si occupa del dialogo tra scienza e società e della promozione della cultura scientifica.

Camilla Romeo: project manager e producer cinematografica

Carlotta Rossi, storica dell’arte, coordinamento  rossi.carlotta@gmail.com

Elena Caridi, diffusione social

 

SI RINGRAZIA

La Città di Lugano, Swisscom, AIL, Lugano Region, Eventmore, Banca Julius Baer

Gli artisti e i conferenzieri coinvolti

E Andrew Kreps Gallery, New York; Associazione degli Amici del Nouveau Musée National de Monaco, Montecarlo; The Breeder, Atene; ChertLüdde, Berlino; Electronic Arts Intermix, New York; ERMES ERMES, Vienna / Roma; Galleria Fonti, Napoli; Hauser & Wirth, Zurigo, Londra, New York, Somerset, Los Angeles, Hong Kong, Gstaad, St. Moritz, Monaco, Minorca; Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli; Luhring Augustine, New York; Galerie Martin Janda, Vienna; NMNM - Nouveau Musée National de Monaco, Montecarlo; Galleria Raffaella Cortese, Milano; ZERO…, Milano.

COLLABORAZIONI

 

LongLake Festival Lugano, Lugano Eventi, L’Ideatorio dell'Università della Svizzera Italiana, LAC Edu, Le Biblioteche Cantonali, La Biennale dell’Immagine

PARTNERS

 

In Ticino: Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio), L'Ideatorio Università della Svizzera Italiana, La Biblioteca Cantonale, Franklin University, CORSI Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, ProMuseo Associazione Amici Sostenitori del Museo d’arte della Svizzera italiana, STBA Società Ticinese di Belle Arti, Associazione Amici dei Musei del Canton Ticino, Agorateca, Fondazione d’Arte Erich Lindenberg, Associazione di Cultura Classica Delegazione della Svizzera italiana, Chiassoletteraria, FaiSwiss, Piazzaparola, Società Dante Alighieri Lugano, STAN Società Ticinese per l’Arte e la Natura.

A Como: Fondazione Alessandro Volta, FAR - Fondazione Antonio Ratti, Associazione culturale Parolario, Amadeus Arte, Associazione culturale Caracol, Accademia e Liceo Musicale Coreutico "Giuditta Pasta", Museo Villa Bernasconi Cernobbio, ART COMPANY, Associazione Sentiero dei Sogni, Lake Como Festival – Como Lecco.

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