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METAMORFOSI

Il clima cambia... e noi?

Partecipano: Marc Augé,  Gilles Boeuf,  Alfredo Jaar,  Edgar Morin,  Camille Morinau,  Giovanni Pellegri,  Mons. Alberto Rocca,  Pio Wennubst , 

Mutamenti di stati fisici del nostro pianeta, spesso inaspettati dalle popolazioni, possono avere ripercussioni che non si ritenevano possibili. Stiamo entrando in una nuova era? La maggior parte degli studi mostrano che sono in corso cambiamenti importanti nella morfologia geologica, chimica e biologia della terra. Le Nazioni Unite stimano che 65,3 milioni di uomini, donne e bambini sono in movimento a causa di disastri ambientali che a loro volta generano conflitti e persecuzioni. Di questi, 24 milioni hanno raggiunto spazi di transito dove sono confrontati con mondi che non conoscono e da cui non riescono a uscire. Si tratta di condizioni che con il tempo evolveranno verso soluzioni nuove?   

E noi? Saremo partecipi di una nuova epoca, capaci di far propri progetti lungimiranti in grado di padroneggiare le trasformazioni, o abitanti inermi di un pianeta con risorse che si riducono, sviluppi demografici sempre più disuguali, in un ambiente ostile?

La letteratura occidentale ha affrontato le metamorfosi fin dall’antichità con Ovidio e ha continuato a percorrerne i fantasmi, da Kafka ai nostri giorni. L’Oriente ha proposto le sue visioni. Artisti contemporanei interpretano i cambiamenti del rapporto con la natura e i possibili impatti con visioni metaforiche e suggestive che contribuiscono a far si che ognuno di noi si interroghi su possibili scenari.

Il tema è importante, particolarmente attuale, antico e universale. Può essere visto dalla prospettiva delle cause, degli impatti sulle grandi mutazioni collettive, sul piano dell’individuo. Questa prima rassegna di incontri affronta soprattutto i fenomeni globali, gli impatti collettivi, gli interrogativi su possibili scenari, e si articola come da consuetudine in più sedi istituzionali all’insegna dell’interdisciplinarietà proponendo importanti relatori di formazione culturale, artistica e scientifica diverse e avvalendosi di molteplici collaborazioni e partner, lungo l’autunno 2018 e il 2019. Nel corso della seconda metà del 2019 altri appuntamenti sul tema METAMORFOSI si focalizzeranno sull’individuo, il progresso scientifico, le identità.

 

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Sala Refettorio, Chiostro del LAC

Lunedì 15 ottobre 2018

In collaborazione con il MASI, Museo d’Arte della Svizzera Italiana e il LAC, Centro Lugano Arte e Cultura

Saluto di Michel Gagnon, direttore del LAC

Presentazione di Tobia Bezzola, direttore del MASI

 

Alfredo Jaar, artista che si esprime con installazioni, fotografia e scultura. Borsa MacArthur nel 2000, è stato onorato dal Consiglio dello Stato di New York con la Sovvenzione d'Arte e una borsa Guggenheim, ha tenuto mostre personali in importanti musei in America e in Europa e ha partecipato a quattro Biennali di Venezia.

 

La conferenza si terrà in francese

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Studio 2 RSI Lugano Besso, ore 18.30

Martedì 20 novembre 2018

In collaborazione con RSI Radiotelevisione svizzera Rete Due e CORSI Società cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana

Marc Augé, antropologo, etnologo, scrittore e filosofo francese, è stato direttore dell'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) a Parigi e dell'Ufficio della ricerca scientifica e tecnica d'oltremare (ora Istituto di Ricerche per lo Sviluppo IRD). E’ considerato uno dei pensatori più significativi dell'antropologia contemporanea.
Tra metamorfosi delle culture e identità, quali mezzi concepire per costruire il nostro futuro?
 

Modera Roberto Antonini, giornalista responsabile dell'approfondimento culturale della Rete Due della RSI.


La conferenza si terrà in francese

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Università della Svizzera Italiana, Aula Auditorio, Via Buffi 13 Lugano ore 10.45 – 16

Sabato 24 novembre 2018

in collaborazione con l’Università della Svizzera italiana (USI)

Saluti Marco Borradori, Sindaco di Lugano

Introduzione Boas Erez, Rettore dell’Università della Svizzera Italiana

 

Edgard Morin La paura e il senso della conoscenza (videoregistrazione, 10 min).                                                   

Estratto dal documentario Home (2007-8) di Yann Arthus-Bertrand con Luc Besson, con immagini del nostro pianeta, dello stato dei cambiamenti climatici e dei problemi a cui l'uomo deve far fronte.

Pio Wennubst Ambasciatore, Vicedirettore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione, Capo del Settore Cooperazione globale, Dipartimento degli Affari Esteri della Confederazione Svizzera.

Cambiamenti globali, quali impatti sulle popolazioni?     

Gilles Boeuf biologo, oceanografo, professore all'università Pierre et Marie Curie/CNRS, professore al Collège de France.             

L’uomo potrà adattarsi a sé stesso?

Discussione conduce Giovanni Pellegri neurobiologo coordinatore alla Università della Svizzera italiana a Lugano della Fondazione Science et Cité (Accademia svizzera delle scienze).

 

Pausa

Introduce e modera Luigi di Corato, già direttore della Fondazione Brescia Musei, direttore della Divisione attività culturale della Città di Lugano.

Mons. Dr. Alberto Rocca, Dottore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana Direttore della Pinacoteca, Direttore della Classe di Studi Borromaici Milano.

Il sogno è effimero sotto la luna d’estate – Immagini e intuizioni dal Sol Levante per un mondo che cambia.

Camille Morineau, storica dell'arte, curatrice, conservatrice del Patrimonio Per dieci anni al Musée national d'Art moderne e al Centre Pompidou, ora direttrice delle collezioni e delle mostre alla Monnaie di Parigi.

Sogni, perdite, utopie, rapporto con la natura. La narrazione degli artisti contemporanei.

 

Pausa

Discussione Tobia Bezzola, direttore del MASI, il moderatore e Giovanni Pellegri con i relatori e con il pubblico

Contributi e Partners

Con il patrocinio

e il sostegno della Città di Lugano: 

Con il sostegno di:

Repubblica e Cantone Ticino DECS
SwissLos

AIL

CORSI Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Media partner         

RSI ReteDue            

Si ringraziano:

LAC Centro Lugano Arte e Cultura

la Galleria Lia Rumma per l’invito a Alfredo Jaar

Stefano Colombo
Colombo Experience SRL
ArtforEconomy e
Daniele Agostini per la collaborazione

La Tipografica Lugano

Partners:

MASI Museo d’Arte della Svizzera Italiana, Lugano

Università della Svizzera Italiana

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio)

Franklin University

CORSI Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

SSAS Società di storia dell’arte in Svizzera

ProMuseo associazione degli Amici Sostenitori del Museo d’Arte della Svizzera italiana

STBA Società Ticinese di Belle Arti

STAN Società ticinese per l’Arte e la Natura

FAISwiss

Società Dante Alighieri Lugano

Associazione di Cultura Classica Delegazione della Svizzera italiana

Fondazione d'Arte Erich Lindenberg                       

Agorateca

Chiassoletteraria

Piazzaparola

Parolario - Associazione culturale, Como

CENOBIO rivista di cultura                                  LaRivistaCulturale.com

 

Marc Augé

Marc Augé

È tra i pensatori più significativi dell'antropologia contemporanea. È  stato direttore dell'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) aParigi di cui ha assunto anche la presidenza succedendo a Fernand Braudel e Jacques Legoff, e vi ha fondato il Centre d'anthropologie des mondes contemporains. Le sue ricerche lo hanno portato più volte in Africa e in America del Sud, per poi focalizzarsi sullo studio dei differenti aspetti della vita quotidiana delle nostre società. È noto per aver introdotto il neologismo “non luogo” (1992), per indicare quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici. Teorico della “sur-modernità”, è sempre stata al centro delle sue indagini la questione dell’altro individuo, l’altra società, l’altra cultura, l’altrogeografico, interrogandosi al contempo sulle nostre paure, le nuove forme di disuguaglianza e di mobilità e sul nostro avvenire comune.
È l’autore di una quarantina di opere di grande autorevolezza, quasi tutti tradotti in diverse lingue compreso l’italiano, tra cui Non-lieuxUne ethnologie de soiL’Avenir des Terriens. Le sens des autres, Fictions fin de siècle, Fin de la préhistoire de l’humanité comme société planétaire. I suoi contributi per la comprensione della globalizzazione e della modernità costituiscono la base di molte ricerche applicate in tutto il mondo.

Gilles Boeuf

Gilles Boeuf

Gilles Boeu è professore all’Università Pierre et Marie Curie (UPMC), è stato direttore dell’Osservatorio Oceanologico di Banyuls e dell'Osservatorio de l'Institut national des sciences de l'univers del CNRS.E’ stato presidente del Museo Nazionale di Storia Naturale a Parigi, professore invitato al Collège de France di «Développement durable, énergies, environnement et sociétés». È presidente della commissione ambiente della Fondation de France, del Consiglio Scientifico Agropolis International a Montpellier, è membro del Consiglio Scientifico del Patrimonio Naturale e della Biodiversità al Ministero dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, membro del Consiglio di Amministrazione delle Aree Marine Protette francese e di quello Umanità & Biodiversità, del Comitato di Perfezionamento del Centre Scientifique di Monaco, dell’International Platform for Biodiversity and Ecological Services  e della Commissione Francese dell’Unesco.
È un grande specialista di fisiologia ambientale e di biodiversità marina e terrestre, autore di più di 400 articoli scientifici, Cavaliere dell’Ordine nazionale del Merito (2009), grande medaglia Albert Ier de Monaco per la sua carriera scientifica dedicata agli oceani (2013).

Alfredo Jaar

Alfredo Jaar

Alfredo Jaar è un artista, architetto, regista cinematografico che vive a New York,  noto come uno dei più intransigenti, avvincenti e innovativi artisti tra quelli attivi oggi.
Suoi lavori sono stati ampiamente esposti in varie parti del mondo. Ha partecipato alle Biennali di Venezia (1986, 2007, 2009, 2013), Sao Paulo (1987, 1989, 2010) e alla Documenta a Kassel (1987, 2002). Ha avuto importanti mostre individuali al New Museum of Contemporary Art a New York, al Whitechapel a Londra, al Museum of Contemporary Art a Chicago, al MACRO a Roma e al Moderna Museet a Stoccolma. Mostre recenti si sono svolte al Musée des Beaux Arts di Losanna, all’Hangar Bicocca a Milano, alla Alte Nationalgalerie, Berlinische Galerie e alla Neue Gesellschaft für bildende Kunst e. V. a Berlino, alle Rencontres d’Arles, al KIASMA di Helsinki e al Yorkshire Sculpture Park nel Regno Unito.
Ha effettuato più di settanta interventi pubblici, più di sessanta monografie sono state pubblicate sul suo lavoro. È stato insignito dei premi Guggenheim (1985) e MacArthur (2000).
Sue opere appartengono alle collezioni dei musei MOMA e Guggenheim a New York, Art Institute e Contemporary Art a Chicago, MOCA e LACM a Los Angeles, TATE a Londra, Pompidou a Parigi, Stedelijk ad Amsterdam, Reina Sofia a Madrid, Moderna Museet a Stoccolma, MAXXI e MACRO a Roma, Louisiana Museum of Contemporary Art, Hiroshima City Museum of Contemporary Art, Tokushima Modern Art, M+ a Hong Kong, e di dozzine di istituzioni e collezioni private nel mondo.

Edgar Morin

Edgar Morin

Edgar Morin (Parigi 1921), sociologo francese. Attivo nella resistenza, militante comunista, fu espulso dal PCF nel 1951 in seguito alla pubblicazione di un articolo considerato eterodosso. Significativo a questo riguardo è il volume autobiografico Autocritica, nel quale l'autore descrive l'evoluzione del suo impegno politico. Nel 1957 fondò la rivista “Arguments”; nel 1961 partecipò alla fondazione di “Communica­tions”. L'analisi dei fenomeni culturali, in relazione al diffondersi dei mezzi di comunicazione di massa, rappresenta un momento centrale nella biografia scientifica di Morin, come testimoniano scritti quale L'industria culturale, opera antesignana in questo campo. In seguito i suoi interessi intellettuali si sono spostati verso l'epistemologia delle scienze umane per culminare in una poderosa opera teorica, Il metodo.
Ad Edgar Morin si devono approcci sociologici tra i più originali, capaci di prefigurare filoni di ricerca spesso destinati ad ampio sviluppo, come le analisi sul cinema, sulla industrializzazione della cultura, sui problemi ecologici.

Camille Morinau

Camille Morinau

Camille Morinau è storica dell’arte, curatrice di mostre, è stata conservatrice del Patrimonio ed è direttrice artistica. Ha lavorato per vent’anni nelle istituzioni museali pubbliche francesi tra cui come curatrice al Musée national d'Art Moderne a Parigi e per dieci anni come curatrice senior delle collezioni contemporanee al Centre national d'art et de culture Georges-Pompidou, dove ha curato diverse esposizioni tra cui Yves Klein (2006), Gerhard Richter (2012), Roy Lichtenstein (2013) e elles@centrepompidou (2009-2011).
È presidente dell’associazione AWARE (Archives of Women Artists, Research and Exhibitions) che ha l’obiettivo la catalogazione e la diffusione dell’informazione sulle artiste donne del XX secolo con partenariati con grandi musei e istituti di ricerca in tutto il mondo.
A seguito della 21° Conferenza delle Parti alla convenzione – quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico del 2015, alla Fondazione EDF a Parigi, curata da Camille Morineau, ha avuto luogo la mostra Climats Artificiels (2015-2016) con una trentina di artisti contemporanei di provenienze e orientamenti diversi invitati a proporre le proprie visioni metaforiche e poetiche dei cambiamenti climatici e della loro posta in gioco.  Dalle fine del 2016 è la direttrice delle collezioni e delle esposizioni de la Monnaie di Parigi.

Giovanni Pellegri

Giovanni Pellegri

Giovanni Pellegri, dottore in neurobiologia, si occupa di dialogo tra scienza e società. Oltre a condurre il programma televisivo “Il Giardino di Albert” alla RSI, è il responsabile de L’ideatorio, un servizio dell’Università della Svizzera italiana che si occupa di promozione della cultura scientifica. È il coordinatore regionale presso L’USI della Fondazione Science et Cité, un centro di competenza dell’Accademia svizzera delle scienze.

Mons. Alberto Rocca

Mons. Alberto Rocca

Mons. Alberto Rocca viene ordinato sacerdote nel 1992 dal card. Martini, dopo aver compiuto studi teologici presso i seminari arcivescovili di Milano. In seguito riprende gli studi e consegue una laurea in Storia Moderna, poi un master in Relazioni Internazionali presso l’Università di Cambridge, e vince un posto per un dottorato presso l’Università degli Studi di Milano dove si specializza sul concetto di supremazia regia in epoca Tudor con l’analisi particolare delle Laws of Ecclesiastical Polity di Richard Hooker (1553/4-1600). Assai ampliato, il lavoro è stato pubblicato ( L’ideale politico religioso di Richard Hooker: supremazia regia ed ecclesiastical dominion, Bulzoni ed. Roma, 2010).
Dal 2008 è Dottore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, designato al coordinamento della classe di studi storici (Classe di Studi Borromaici) a dal 2014 è Direttore della Pinacoteca. Attualmente è anche Capo Progetto dell’imponente restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello.
Dal 2013 si dedica anche allo studio della lingua giapponese e dello Shintö, motivo per cui trascorre gran parte dell’estate nel Sol Levante. Da novembre 2018 è stato nominato Canonico Effettivo del Capitolo Metropolitano dall’arcivescovo Mario Delpini.

Pio Wennubst

Pio Wennubst

L'ambasciatore Pio Wennubst, agroeconomista specializzato in approcci sistemici, ha maturato una lunga esperienza nella diplomazia svizzera dello sviluppo in ambiti come lo sviluppo rurale, la microfinanza e la salute pubblica grazie ad un ampio lavoro sul campo. 
Ha lavorato per tre anni per le Nazioni Unite in Nepal, poi alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) in Bolivia e in seguito in Madagascar, con il mandato di riorganizzare le attività della cooperazione svizzera allo sviluppo. Nel 2004 è nominato direttore residente della cooperazione svizzera a Dar Es Salaam, in Tanzania. Dal 2008 al 2011 è vice rappresentante permanente della Missione svizzera presso le agenzie dell'ONU a Roma. Dal 2010 è responsabile del Programma globale Sicurezza alimentare presso la DSC a Berna, per poi assumere la direzione del team Sviluppo economico e sociale in seno alla rappresentanza svizzera presso le Nazioni Unite a New York. Attualmente è capo del settore Cooperazione globale e vicedirettore della DSC, l’agenzia del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) preposta alla cooperazione internazionale e al coordinamento generale della cooperazione allo sviluppo, della cooperazione con i Paesi dell’Europa orientale e dell’aiuto umanitario della Svizzera con altri uffici federali.