Evento passato — 

La folla
Crescita demografica in alcune zone del mondo, stagnazione in altre, folle materiali e immateriali…

Partecipano: Hou Hanru,  Jacques Lévy,  Marco Müller,  Michele Parrinello,  Du Zhenjun, 

Interviste

Jacques Lévy

Jacques Lévy

Hou Hanru

Hou Hanru

Du Zhenjun

Du Zhenjun

Marco Müller

Marco Müller

Elena Volpato

Elena Volpato

Abstract

Descrizione

La folla è un assembramento di persone non organizzate in modo stabile e senza rapporti significativi tra di loro. La somma è diversa dell’insieme dei singoli, l’anima collettiva esula dalle caratteristiche degli individui che la compongono e può influenzare i comportamenti (Le Bon, “La psicologia delle folle”, 1895). Si affievolisce il ragionare cosciente e possono prevalere istinti positivi o distruttivi, coraggio e annullamento per uno scopo ma anche comportamenti crudeli, istinti gregari, uniformità di pensiero, regressioni a stadi primitivi. “Le folle non sono illuminate dalla luce della ragione” (Schumpeter). La suggestionabilità della massa si traduce nell’identificazione ai leader che ne garantiscono la coesione.

Grazie e al di là della crescita demografica, lo sviluppo attuale incrementa le folle anonime dell’urbanizzazione e le folle immateriali della globalizzazione e dei nuovi mezzi di comunicazione. Nell’era della comunicazione di massa, attraverso l’identificazione acritica con i messaggi dei mass media e dei personaggi dei serial televisivi la folla si è trasformata in pubblico. È la folla degli uomini-massa educati all’approvazione del gruppo (David Riesman, Lonely Crowd, 1950), vulnerabili dalla sensazione di essere indifesi e orientati verso finalità immuni dalla riflessione attiva.

La moltitudine disegna omogeneità ma anche confini. I conflitti generano spostamenti di popolazione e le migrazioni rinforzano appartenenza ed esclusione, influenzano costumi ed abitudini.

L’idea di moltitudine può implicare forza, potere, credenze e identificazioni condivise ma anche anonimato, annientamento, povertà, esclusione. “Una folla non è compagnia, le facce sono soltanto una galleria di quadri” (Francis Bacon, Saggi).

L’arte è stata identificata più con i singoli e con i pochi che con le folle, ma le folle ne hanno sempre riconosciuto il potere simbolico. Ora che quel potere, come quello religioso attribuitole in passato, sembra essersi fatto flebile, numerosi artisti cercano di catturare immagini della folla come un nuovo soggetto fatto di numero prima ancora che di forma, sempre mutevole, ma costante nella sua inarrestabile progressione aritmetica.

It En

Program

Official greetings. Giovanna Masoni Brenni, Head of the Cultural Department, Lugano City Council
Introduction of the day. Marco Franciolli, Director of the Museo Cantonale d’Arte and the Museo d’Arte, Lugano
Moderated by Elena Volpato

Presentation by Jacques Lévy Professor of Geography and Urbanism, Federal Polytechnic (EPFL), Lausanne

Presentation by Michele Parrinello, Physicist expert in molecular dynamics, Università della Svizzera Italiana Lugano and Federal Polytechnic (ETH), Zürich

Break

Du Zhenjun, artist, in dialogue with Elena Volpato and Hou Hanru

Presentation by Marco Müller, artistic director of several international film festivals, producer and university teacher

Discussion and closing remarks

Come arrivare

In auto
Parcheggi a pagamento disponibili in zona.

In treno
Dalla stazione ferroviaria di Lugano (www.ffs.ch) l’USI è raggiungibile in bus (TPL) o a piedi.

In bus dalla stazione: sul piazzale davanti alla stazione prendere il bus 6 (direzione "Cornaredo") e scendere alla fermata "Università" (circa 6 minuti).

In bus dal centro città: informarsi sul sito dei Trasporti Pubblici del Luganese (TPL).

A piedi dalla stazione circa 20-25 minuti

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Contributi e partners

Con il contributo di:

 

In collaboration with:

  • Museo Cantonale d'Arte
  • Museo d'Arte, Lugano

Partners:

  • Pro Museo Associazione degli Amici del Museo Cantonale d’Arte
  • Società Ticinese di Belle Arti
  • L’Ideatorio dell’Università della Svizzera Italiana
  • ChiassoLetterari

Hou Hanru

Hou Hanru

Hou Hanru è critico d’arte e curatore e vive tra Parigi e San Francisco. Nato nel 1963 a Guangzhou, in Cina, si è laureato all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Dal 2006 al 2012 è stato “Director of Exhibitions and Public Programs” e “Chair of Exhibition and Museum Studies” al San Francisco Art Institute. Ha curato numerose mostre in tutto il mondo e diverse Biennali, tra cui, alla Biennale di Venezia il Padiglione Francese nel 1999, la mostra Z.O.U – Zone of Urgency nel 2003 e il Padiglione Cinese nel 2007; la Biennale di Shangai nel 2000, quella di Tirana nel 2005, quella di Istanbul nel 2007, quella di Lione nel 2009. Co-direttore del primo “World Biennale Forum” di Gwangiu nel 2012 ha diretto la quinta Triennale di Auckland (maggio – agosto 2013, Auckland, Nuova Zelanda). È stato consulente in numerose istituzioni internazionali tra cui il Walker Art Center (Minneapolis) e il Guggenheim Museum (New York). Da settembre 2013 è il direttore artistico del museo MAXXI di Roma. Collabora regolarmente con riviste internazionali d’arte tra cui “Flash Art International”, “Art in America”, “Art Asia Pacific”, “Yishu”, “Art-It”. 

Jacques Lévy

Jacques Lévy

Jacques Lévy è professore di geografia e urbanesimo al Politecnico Federale di Losanna dove dirige il laboratorio Chôros, condirettore della rivista EspacesTemps.net, è stato professore all’Institut d’études politiques di Parigi (1989-2007), a Reims (1993-2004), professore invitato à New York (NYU), Los Angeles (UCLA), Napoli (IUO), São Paulo (USP), Mexico (Cátedra Reclus) e Sydney (Macquarie University), fellow al Wissenschaftskolleg zu Berlin (2003-2004). Ha condotto numerose missioni di ricerca sull’urbanità in città del Nord e del Sud. I suoi temi principali sono la teoria dello spazio e delle società, le città e la pianificazione del territorio, la mondializzazione. Autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche tra cui Géographies du politique (1991), L’Espace légitime (1994), From Geopolitics to Global Politics (2001), The City (2008), Dictionnaire de la géographie et de l’espace des sociétés, codiretto con Michel Lussault (2003), autore di un documentario scientifico (2013) “Urbanité/s”. 

Marco Müller

Marco Müller

Marco Müller è storico, critico, docente e produttore di cinema. Autore e curatore (oltre a articoli e saggi per riviste svizzere, italiane e straniere) di volumi monografici sul cinema e di documentari televisivi. Direttore di festival dal 1981: Torino "Ombre Elettriche" (1981), Pesaro (1982-1989), Rotterdam (1989-1991), Locarno (1991-2000), Venezia (2004-2011), Roma (2012-2014). Nel corso degli anni ha creato e diretto tre tra le principali fondazioni europee di sostegno al cinema indipendente (Fondazione Hubert Bals a Rotterdam, Fondazione Montecinemaverità a Locarno, Fondazione Cinema Sud Est a Bologna). Ha prodotto e coprodotto quattordici lungometraggi (vincendo un Oscar e molti tra i premi principali di Cannes, Venezia e Berlino) e numerosi documentari e cortometraggi. È titolare della cattedra di "Stili e tecniche del cinema" all'Accademia di Architettura (Mendrisio) dell'Università della Svizzera italiana. Per il suo ruolo nella scoperta e diffusione delle nuove realtà cinematografiche ha ricevuto molteplici premi, tra cui tre premi e onorificenze in Russia, l'Arts and Culture Prize della Japan Foundation del governo giapponese, il Premio di stato per il Contributo agli Scambi Culturali del governo cinese, il Premio della Fondazione del Centenario a Lugano. 

Michele Parrinello

Michele Parrinello

Michele Parrinello è professore di scienze computazionali all’università della Svizzera italiana e al Politecnico Federale di Zurigo, dopo aver lavorato all’International School for Advanced Studies a Trieste, all’ IBM Research Lab a Zurigo e al Max Planck Institute for Solid State Research a Stuttgart. E’ noto per le sue innovazioni nel campo delle simulazioni atomistiche e per le molteplici applicazioni interdisciplinari nell’area delle scienze dei materiali, nella chimica e nella biologia. Ha introdotto il metodo Car-Parrinello che ha marcato una nuova era nei calcoli delle strutture elettroniche e nelle simulazioni nella dinamica molecolare, e il metodo Parrinello-Rahman, che permette di studiare transizioni nella fase cristallina. Recentemente ha introdotto la metadinamica per lo studio di eventi rari e il calcolo delle energie libere. Per il suo lavoro gli sono stati attribuiti numerosi premi ( Dirac Medal e Sidney Fernbach Award nel 2009, prix Marcel Benoist nel 2011). E’membro di diverse accademie tra cui la German Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, la British Royal Society e l’Accademia Nazionale dei Lincei in Italia. 

Du Zhenjun

Du Zhenjun

Du Zhenjun è nato nel 1961 a Shanghai, diplomato all’Istituto di belle arti dell'università di Shanghai, poi professore allo stesso Istituto (1986-1991), post diploma in «Espaces numériques» alla Scuola di belle arti di Rennes, vive in Francia. Dal 1992 partecipa a mostre in gallerie e spazi pubblici in Francia, Giappone, Cina, Sud Africa, Germania, Ungheria, Belgio, Brasile e Marocco. Nei suoi lavori sul tema della Torre di Babele traspone in foto di grande formato visioni del mondo in cui sovrappopolazione, urbanizzazione intensiva e opacità dell'aria costituiscono i paesaggi, realizzati partendo da disegni preparatori e attingendo da internet immagini tragiche o comuni dell’epoca attuale scomposte in innumerevoli frammenti. Du Zhenjun è noto per le sue istallazioni video interattive che spesso integrano dei dispositivi di sensori per cogliere i movimenti dell’incontro tra personaggi virtuali e spettatori: ne risultano opere dinamiche ricettive alle azioni degli spettatori che non sono esterni ma contribuiscono a creare il contenuto, per far riflettere senza parole sulla nostra umanità e i suoi antonimi.